Ricordo di Manera Rosi

 

 Ci ha lasciati ,Manera Rosi, l’infaticabile sorella di P.Giulio

 

Rosi era nata nella terra bresciana, come di questa terra erano il papà Angelo e la mamma Maria il 1 febbraio del 1940. Aveva da qualche mese compiuto 73 anni. Nel pomeriggio del 2 luglio si è spenta dopo un anno di prolungata attesa della morte perché colpita ed operata di carcinoma all’intestino l’anno scorso nel mese di giugno. Pareva, un anno fa, non ce la facesse superare il mese. Invece è giunta fino all’inizio di questo mese di luglio. Dopo la degenza ospedaliera, in condizioni disperate veniva ospitata alla Casa Serena di Cilavegna. Debitamente assistita e curata si è ripresa per quel che poteva permettergli la situazione comunque rimasta grave.
Rosi ha così terminato la sua corsa ed ha raggiunto il papà e la mamma, ha raggiunto la sorella Pina, il fratello Franco e il fratello, ultimo della famiglia in età, Luigi. Si è staccata da tutti noi ed ha lasciato P.Giulio e Mario. Gli ultimi di una grande famiglia. Ha raggiunto il suo marito Fulvio, che parimenti qualche anno fa, colpito da tumore, dopo alcuni anni di sofferenza gli è stato tolto. Ed ha lasciato il suo unico figlio Maurizio.
Queste le note di cronaca. Le notizie della famiglia Manera. Ce ne occupiamo e qui ne parliamo perché la morte di Rosi non riguarda semplicemente una vicenda privata della famiglia Manera, ma perché anche Rosi è stata coinvolta dalle scelte di P.Giulio e soprattutto dopo la morte del marito Fulvio maggiormente ha seguito e partecipato della vita della nostra famiglia spirituale di Villa Picco. Da antica data associata alla Vita nuova, ha sempre avute e sentito per questo luogo e per questa nostra comunità speciale amore. Venire a Villa Picco era per lei il massimo. Venire qui non già per essere di peso, ma per pienamente partecipare della vita di questa casa prestandosi a mille incombenze e faccende di casa. Donna infaticabile che amava il lavoro e che non restava mai senza applicarsi in esso. Così era stato da sempre. Da giovane ragazza. Prima di sposarsi e poi dopo il matrimonio per potersi dare e come pure per poter donare alla sua famiglia dignità e sicurezza economica. Donna di lavoro, di fatiche e parsimoniosa. Precisa, corretta incentrata sull’essenziale che conta. Per la sua famiglia si è spesa fino quasi a trascurare se stessa. Assomigliava molto a mamma Maria. Anche di aspetto, soprattutto ultimamente. E’ andata a finire i suoi giorni sempre con la stessa dignità con cui ha vissuto i suoi 73 anni. Come dice la Bibbia: “ gli anni della vita dell’uomo sono 70, ottanta per i più robusti…” Ella ha raggiunto quelli che biblicamente vengono indicati come normali. Perché come nella sua esistenza tutto si è svolto nell’assoluta normalità, non poteva certamente nemmeno nel numero degli anni, essere dispensata dalla normalità.
Chi l’ha conosciuta sa come nel corso della sua esistenza mai ha avuto grandi fortune e tutto ciò l’ha portata ad apprezzare quelle vere. Quelle costituite dalla sua famiglia di origine e quella che si è formata in seguito. Quella di avere un fratello religioso e sacerdote che è sempre stato per lei motivo di gioia e di consolazione. Un fratello a cui, quando era piccolo fece da mamma. Un fratello che amava in modo forte e come lei sapeva fare. Senza pretese, discretamente, silenziosamente. E poi era felice di accogliere nel suo cuore la realtà nata dal cuore sacerdotale del fratello, soprattutto era felice delle vocazioni nata dentro la casa, dei giovani di cui la casa mai è stata priva e alcuni dei quali hanno seguito il fratello. Dopo la morte di mamma Maria che viveva fin dal 1982 nella casa e che si è spenta all’età di 97 anni, trascorrendo più di 25 anni con P.Giulio in Villa Picco, aveva come sentito il bisogno di regalare la sua vicinanza al fratello. Tenerla ferma era un’impresa davvero.
Tempra forte, carattere forte e determinato. Nonostante che la sua cultura fosse povera, e nonostante che la sua fosse stata una vita interamente vissuta in un paese. Aveva dalla sua una spiccata capacità di relazionarsi e amava relazionarsi. In tanti momenti anche quasi come una macchietta. Qui, sapeva di essere amata ed apprezzata e poi soprattutto, qui trovava, nei momenti di vita della comunità tutto quello che più amava. Aveva desiderio di preghiera. Amava pregare e pregare insieme agli altri. Seguiva con attenzione la preghiera assembleare che interiorizzava, faceva sua dal momento che non riteneva di essere capace di pregare. Si estasiava nel vedere i sacerdoti predicare e celebrare, animare la preghiera delle assemblee. Perché, un’aspetto che caratterizzava la vita di Rosa era un particolare e singolare amore per i sacerdoti. Lo stesso suo Parroco, nel giorno del funerale evidenziò questa singolare amore per i sacerdoti. Comprendeva che da essi dipendeva la vita dei fedeli e che solo loro potevano donare la vita divina. Li percepiva come uomini di Dio che portavano a Dio. Pregava molto per loro. Lo aveva fatto in abbondanza lungo il percorso verso il sacerdozio del fratello e quindi lo perpetuò nei confronti degli altri che andavano verso il sacerdozio. E oltre ad essere donna di preghiera era donna di carità. Fece molta, tanta carità verso numerose persone. Lei stessa sovveniva alle necessità di P.Giulio e in tanti momenti in modo generoso. Ben volentieri si privava di qualcosa a lei occorrente per poter offrire ad altri un aiuto.
Resterà viva la sua memoria tra di noi e forse in taluni momenti ci mancherà anche perché si era abituati vederla arrivare regolarmente ogni sabato e ripartire ogni domenica sera. Si era anche abituati alla sua presenza che a Natale, Pasqua e d’estate era prolungata. Poiché Villa Picco oltre che luogo in cui vivere la sua appartenenza a questa famiglia spirituale era anche luogo in cui trovava benessere. Non è mai andata da nessuna parte per tutta la sua vita. Il suo unico viaggio che non si stancava di ripetere settimanalmente era salire a Villa Picco. Finchè, la provvidenza divina l’ha chiamata ad un nuovo viaggio senza ritorno non più verso la Casa di preghiera di Villa P.Picco, ma verso la casa del Padre nostro che stà nei cieli. Alla cara sorella Rosi vogliamo dire di tutto cuore grazie per ciò che ci ha testimoniato e per ciò che ci ha lasciato di sé come ricordo. Sarà sempre nel nostro cuore. Riposi in pace!