La nostra storia e foto inedite degli inizi

QUESTE FOTO SONO TUTTE RELATIVE L'ANNO 1981.
QUESTE FOTO SONO TUTTE RELATIVE L'ANNO 1981.
LA FACCIATA
LA FACCIATA
IL RETRO
IL RETRO
ANCORA IL RETRO..
ANCORA IL RETRO..
QUESTO ERA L'INGRESSO DAL CANCELLO
QUESTO ERA L'INGRESSO DAL CANCELLO
QUI SI VEDE IL CAMPO DA TENNIS DOVE ORA SORGE IL CAPANNONE-CHIESA
QUI SI VEDE IL CAMPO DA TENNIS DOVE ORA SORGE IL CAPANNONE-CHIESA
LA CAPPELLINA..
LA CAPPELLINA..
IL CORRIDOIO AL PIANO TERRA
IL CORRIDOIO AL PIANO TERRA
UNO SCORCIO DEL REFETTORIO..
UNO SCORCIO DEL REFETTORIO..
UN GRUPPO DI SUORE DI FRONTE ALLA CASA
UN GRUPPO DI SUORE DI FRONTE ALLA CASA

L’Attuale struttura della casa di preghiera, centro di Spiritualità della Santa Montagna, è quanto sopravvive dopo numerose vicende storiche, dell’antico convento cappuccino di fine seicento. Con le leggi napoleoniche di soppressione degli ordini religiosi e la messa in vendita degli immobile religiosi (1810), il Convento passò in mano a civili che modificarono la struttura conventuale, abbattendone radicalmente la chiesa e gran parte del quadrilatero del conventino.
Con i materiali recuperati venne edificata la struttura del ‘rustico’ oggi foresteria della casa. Così per esigenze e necessità civili e secolari i possessori della struttura la resero una Villa padronale. Dopo un’alternarsi di proprietari , i P. Gesuiti rilevarono la proprietà che divenne sede di una comunità di gesuiti dediti all’apostolato e con l’intenzione di farne un centro culturale. Gli scarsi risultati raggiunti portarono alla triste decisione da parte dei Gesuiti di ritirarsi. Fu P.Giulio Manera che venne a conoscenza delle intenzioni dei Gesuiti e si prodigò, insieme ad alcuni laici suoi estimatori, ad ottenerla in uso.

Il Padre, all’inizio di un intenso lavoro di evangelizzazione, aveva in progetto una esperienza nuova di apostolato per rispondere alle nuove aspettative della società e al bisogno di rievangelizzare i cristiani, trovò il luogo ideale per attuare il progetto che aveva nel cuore. Così con le dovute licenze dei Superiori Cappuccini e Diocesani mise mano insieme ad alcuni laici alla fondazione di un nuovo centro di spiritualità. A partire dal 1980 fu intenso il lavoro sia apostolico che manuale. La casa fatiscente e il grande parco in stato di abbandono richiesero molto impegno. Con il passare degli anni e grazie alla collaborazione generosa di tanti sono stati raggiunti obiettivi di recupero sostanziale. La casa è stata restaurata totalmente a partire dal 2002. Ora in essa vive una comunità di religiosi e laici ed è sede dell’Associazione Vita Nuova, la grande famiglia spirituale del Centro.
Le strutture murarie che costituiscono il Centro,fin dall’inizio degli anni ottanta erano insufficienti nel contenere l’intensa attività di accoglienza. Iin attesa di progetti definitivi e di condizioni economiche favorevoli, il Centro si è dotato di strutture precarie adatte per sostenere le attività di cultuali,spirituali,sociali. Nei giorni di sabato e di domenica c’è infatti una presenza in media di 250 persone. Le attività consistono in incontri di preghiera e di formazione cristiana. Un metodo di animazione caratterizza l’attività di vita apostolica della comunità sempre di più punto di riferimento di persone che provengono dal circondario, ma anche da lontano. E’ anche un luogo di accoglienza di persone bisognose segnate da diversi disagi. La comunità accoglie inoltre chi è interessato a trascorrere per alcuni giorni di ritiro vacanza persone desiderose di fare esperienza di comunità francescana.
Dopo 28 anni, il Centro, continua a suscitare interesse. Lo si evince dalla richieste di gente da ogni parte d’Italia e dall’estero. La comunità è l’aspetto che unitamente all’ambiente risponde alle attese della gente del nostro tempo. Persone che ricercano affannosamente un senso per la loro vita.
La comunità frutto della forte personalità carismatica di P.Giulio è stata educata e formata per essere in grado di essere a sua volta capace di insegnamento di vita. Gli ospiti del Centro testimoniano la bellezza educativa della comunità. Chiunque è ospite di essa percepisce di essere alla scuola di umanità alimentata dalla fede. Scuola di vita reale e seria. Fatta di dedizione e di sacrificio, soprattutto di abnegazione, al bene e alla carità verso il prossimo senza alcuna pubblicità.